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June 08 Tutto e il contrario di tuttoNon mi piace il “Gay Pride”. Non mi piacciono neanche gli omosessuali che si presentano in televisione col preciso intento di creare scandalo attorno a sé con comportamenti volutamente osceni o, almeno secondo il loro intento, scandalosi. Pensate, prenderei volentieri uno come Cristiano Malgioglio, lo legherei a un palo e lo riempirei di sane bastonate mentre gli faccio rivedere le schifose apparizioni televisive sue e di quel suo nauseabondo ciuffo. Ciononostante sarei disposto a battermi perché tutti gli omosessuali del mondo non dovessero aver più bisogno di una schifezza come il Gay Pride per manifestare i propri diritti. Non vi viene in mente che questa manifestazione non è altro che l’estrema conseguenza di persone giunte al limite della sopportazione? Umiliate da anni per i propri gusti sessuali, scartate da tutti come “deviati”, essi arrivano al punto di volersi quasi auto – umiliare pur di apparire diversi. “Ci dite che siamo diversi? Bene, allora saremo diversi come ci volete”. Concediamogli la parità sessuale e non vedremo più nessuna sfilata per le strade. Ma del resto questa è solo utopia, e allora…ben venga anche il Gay Pride, i vari Malgioglio li abbiamo creati noi.
Non mi piacciono i fascisti. Parto spesso prevenuto quando uno si presenta come tale. Io spesso sfacciatamente di sinistra come potrei tollerare il saluto romano, “Faccetta nera” e tutti gli insulti razziali che si portano dietro? Mussolini un grande statista? Pasolini disse che fece quello che avrebbe fatto chiunque al suo posto, e comunque mi pare che la lista dei suoi demeriti sia ben più lunga di quella dei suoi meriti. Dicono che fu una cosa schifosa l’averlo impiccato a testa in giù in piazzale Loreto invece di concedergli un giusto processo? Provate voi a stare per vent’anni sottomessi a persone che non vedono l’ora di bastonarvi a morte dopo avervi riempito lo stomaco di schifoso olio di ricino e poi mi direte cosa fareste se un giorno vi capitasse tra le mani l’artefice di tutto questo. Ciononostante sarei disposto a battermi perché ogni fascista oggi possa dire di essere fascista. L’apologia di reato è una delle più grosse idiozie partorite dalle menti geniali del nostro Paese. Lasciamo che ognuno possa dire ciò che vuole, non siamo forse un paese libero? Lasciamoli girare nelle loro teste rasate (spesso vanno di pari passo coi naziskin) e far mostra della loro cultura idiota, così che possiamo renderci conto del loro livello. E se qualcuno ne rimarrà influenzato, beh, che i suoi insegnanti di storia si facciano un bel “mea culpa” invece di dare la colpa alle cattive amicizie.
Non mi piace il sessantotto. Odio quel movimento fatto da figli di papà i cui 3/4, sotto la nobile motivazione di rifondare la scuola e, più magniloquentemente, il Sistema, celavano invece il desiderio di fare del semplice casino, occupando le aule universitarie e lanciando pietre ai poliziotti. I poliziotti. Loro si che avrebbero dovuto manifestare, loro si che costituivano il vero sottoproletariato, gli sfruttati malpagati e derubati. A loro dovevano rivolgersi quei figli di ricchi e borghesi padri nella loro finta protesta contro un sistema a cui in realtà si erano sottomessi loro per primi (escluso quel ¼ che ci aveva creduto veramente). Ciononostante, magari ci fosse oggi quel ¼ disposto a mettere su qualcosa di simile al ’68. Ce ne fossero di persone che, invece di rimbambirsi davanti a un computer, dimostrassero la voglia di non adeguarsi a quello che ci danno in pasto i media, invece di organizzare (massimo della loro ribellione) scioperi idioti con motivazioni più idiote ancora solo per star fuori da scuola.
Non mi piacciono le dittature. Da un punto di vista etico non potrei mai accettare che qualcuno comandi dispoticamente da solo o con pochi eletti sopra un intero popolo, imponendo la propria volontà. « È meglio la peggiore delle democrazie che la migliore di tutte le dittature » diceva Sandro Pertini, uno dei capi di Stato più amati, antifascista convinto. A 23 anni mi vergogno quasi di essere arrivato alla conclusione che la democrazia, in realtà, ha fallito miseramente. Noi siamo il risultato della libertà lasciata ai singoli individui: il fallimento della democrazia è, in realtà, il fallimento del genere umano. L’anarchia (etimologicamente parlando, non certo come la intendono quei 4 imbecilli che oggi sfasciano quello che gli capita sotto mano in suo nome) sarebbe utopicamente la forma di (non) governo migliore. Dal momento che questo non è possibile in virtù della natura umana, allora l’uomo ha bisogno di essere controllato. Ha bisogno di qualcuno che gli imponga cosa fare e cosa non fare (del resto non è questo che già fa la televisione?). Ha bisogno di qualcuno che ne limiti le libertà.
E poi? E poi torneremo tutti a lodare la democrazia, che a quel punto ci mancherà come l’aria… Comments (15)
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